Approfondimento: Digestione con enzimi di restrizione

Il DNA estratto dai lieviti è stato amplificato attraverso una tecnica denominata PCR. 

I prodotti dell’amplificazione sono stati sottoposti a digestione (frammentazione) con Enzimi di Restrizione. Si tratta di proteine di origine batterica appartenenti alla classe delle endonucleasi, scoperte dal microbiologo svizzero Werner Arber insieme a Daniel Nathans e Hamilton Smith, i quali ricevettero il premio Nobel nel 1978. Questi enzimi agiscono come delle forbici capaci di tagliare la doppia elica del DNA di qualsiasi organismo in corrispondenza di siti specifici, detti siti di restrizione, ossia delle sequenze di DNA da 4-8 bp che costituiscono delle palindromi, cioè sequenze ripetute invertite che lette nelle due direzioni mostrano perfetta complementarietà. Esistono due tipi di enzimi di restrizione: 

➢ alcuni tagliano in modo sfasato la doppia elica generando delle estremità “coesive” (sticky ends) in cui uno dei due filamenti è sporgente rispetto all’altro ➢ altri operano tagli netti e ne risultano estremità piatte (blunt ends

Applicazioni degli enzimi di restrizione: 

○ Studio della funzione di un gene => il gene di interesse viene tagliato con enzimi di restrizione e inserito in un vettore di espressione digerito con gli stessi enzimi in modo da avere estremità compatibili. 

○ Determinazione di polimorfismi RFLP (Restriction Fragment Length Polymorphism) Nel genoma degli organismi esistono delle variazioni di singole basi del DNA fra individui diversi, dette polimorfismi. Tali modifiche possono interessare siti di restrizione e pertanto, in seguito a digestione con enzimi di restrizione, si osservano delle differenze nel profilo di frammentazione di tratti di DNA di individui diversi. 

Nel nostro caso l’utilizzo di tali enzimi e l’osservazione di profili RFLP differenti ha consentito l’identificazione di specie. 

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